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E’ grazie ai frammenti del passato che possiamo ricostruire la nostra storia: è questa la filosofia da cui trae ispirazione Armyjewel la linea di gioielli forgiata a Firenze dalle mani esperte del maestro orafo Paolo Penko in collaborazione con www.armymag.it Scopo principale del progetto è quello di preservare e rivisitare in chiave contemporanea la memoria storica coniugando in un intreccio virtuoso il design creativo di Penko con il gesto eroico dei caduti.

Armyjewel – Paolo Penko & Armymag

Infatti, i materiali utilizzati per la realizzazione di queste esclusive creazioni (pezzi unici) provengono direttamente dai campi di battaglia, in particolare, dai reperti militari accuratamente recuperati da un team di esperti ricercatori ed appassionati. Questi oggetti  per troppo tempo sono rimasti ignorati sotto terra, riportarli alla luce è un segno di responsabilità e sensibilità, un antidoto infallibile all’oblìo degli errori commessi.

Noi siamo la nostra memoria,

Noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti,

Questo mucchio di specchi rotti.

(Jorge Luis Borges)

Ed è proprio da questi “specchi rotti”, dai bossoli originali della prima e della seconda guerra mondiale (italiani per la prima guerra, americani, inglesi e Commonwealth per la seconda) che i gioielli vengono plasmati, forgiati e personalizzati in argento (o in oro su richiesta).

Ogni gioiello, una volta indossato, assume un valore simbolico ed evocativo inestimabile, memento per le giovani generazioni sul significato della guerra, prezioso custode del sacrificio eroico di un uomo in divisa, emblema di libertà.

Ecco perché indossare un Armyjewel è un doveroso impegno per non dimenticare…

Per tutte le informazioni info@paolopenko.com

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

Copyright Alvufashionstyle di Alvuela Franco

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Una casa grande e spaziosa spesso nasconde un segreto: il total white, ovvero uno stile capace di ampliare la percezione degli spazi e di arricchire gli ambienti domestici di un fascino pulito e votato al minimal. È un po’ il segreto di Pulcinella, perché questo stile d’arredo viene da sempre impiegato nell’home design, anche e soprattutto per via della sua semplicità. Oltre ad aumentare il volume percepito, il bianco rende gli ambienti della casa più luminosi, dato che favorisce la propagazione della luce. E non è tutto, perché questo stile consente di giocare con i contrasti cromatici e di trovare con maggiore facilità lo sporco. Infine, il total white è ottimo anche per chi desidera ottenere un’atmosfera in grado di comunicare relax e calma.

Effetto total white: da dove iniziare?

Per ottenere un effetto di questo tipo all’interno della propria abitazione, per prima cosa servirà dare una tinteggiata alle pareti di tutta la casa. Questa azione è necessaria per poter ottenere una perfetta atmosfera total white e si può ottenere affidandosi, per esempio, al servizio di imbiancatura Yougenio che consente di usufruire della manodopera dei migliori professionisti del settore. Lo step successivo prevede un intervento sulla pavimentazione: è meglio optare per pavimenti realizzati in parquet sbiancato. Per quanto riguarda i mobili, poi, è preferibile scegliere dei complementi d’arredo in legno naturale. Si tratta, infatti, di uno stile che va incontro ai dettami del total white e idoneo ad un tipo di arredamento minimal, ma anche rustico per via del calore e della naturalezza del legno. Un altro suggerimento riguarda i punti luce: lampade e lampadari devono avere forme lineari ed essere realizzati con materiali come ad esempio il metallo. Lo stesso discorso vale per le sedute come gli sgabelli, mentre per le zone piastrellate si consiglia di virare sulla ceramica bianca. Queste regole sono facilmente applicabili in qualsiasi ambiente della casa, compresi il salotto, il bagno e la cucina. Infine, aggiungere un tocco di verde con le piante aiuta a spezzare il tutto.

Total white casa

A cosa prestare attenzione quando si usa il bianco

Una casa tutta bianca richiede anche una serie di attenzioni, necessarie per creare un ambiente equilibrato ed evitare gli eccessi. Per prima cosa si suggerisce di scegliere una tonalità conforme allo stile d’arredo: se si intende conservare un po’ di calore, meglio optare per il bianco “sporco”. Il bianco gesso, invece, è ideale per le case che si trovano a ridosso del mare. Giocare con i colori dell’arredo è un buon espediente per evitare una casa troppo asettica e fredda: è possibile mixare colori caldi come il rosso, oppure optare per toni nordici come il grigio tempesta e il blu. Anche il legno al naturale (applicato magari alle porte o al pavimento) si rivela un’opzione cromatica perfetta per spezzare il bianco. In genere, il suggerimento è di mixare fra loro più stili, cercando di evitare comunque gli eccessi. Infine, complementi d’arredo come vasi e quadri diventano un mezzo ideale per aggiungere macchie di colore qua e là.

Sì alle case total white, dunque, a patto di sapere che “il troppo storpia” anche e soprattutto nell’home design.

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

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Photo Credits Vogue.it

Cosa indosseremo questa estate? Ho selezionato per voi un poker di tendenze per essere sempre al top 24h su 24h! All’interno dell’articolo troverete un piccolo suggerimento su dove e cosa acquistare.

Dopo mesi e mesi di pioggia dovrebbe arrivare il caldo ma in attesa della bella stagione è meglio non farsi trovare impreparate. Che ne dite? Questo mal tempo di certo non trasmette il buon umore e per questo vi suggerisco un antidoto infallibile, che è anche un modo alternativo di fare shopping direttamente da casa. Esattamente! Avete mai sentito parlare di QVC e del canale 32 del Digitale Terrestre? Si tratta appunto di un canale televisivo dedicato all’intrattenimento e alla vendita di prodotti di rinomati marchi italiani e internazionali. Io stessa ho acquistato on line dopo averli visti in TV e mi sono trovata benissimo sia per la qualità degli articoli che come esperienza. Inoltre, lo seguo volentieri perché è un eccellente catalizzatore di tendenze e novità. Se siete a corto di idee e non sapete cosa acquistare c’è un intero mondo di accessori e abbigliamento pronti ad entrare direttamente nel vostro armadio!

Ed ecco a voi le tendenze più gettonate del momento e i capi must su cui puntare!

I PANTALONI CICLISTI

I pantaloncini modello ciclista salgono sul podio come il fashion totem delle passerelle. La moda frulla, mescola, shakera ma alla fine come una washing machine i must ritornano a grande richiesta. Ed è questo il caso dei ciclisti che erano molto in voga negli anni 80. Sui catwalk li abbiamo visti declinati in tutte le fogge possibili da Prada, Fendi passando per Blumarine abbinati con giacca elegante, stretta in vita da cintura over per il giorno e per la sera indossati sotto preziosi e iridescenti maxi abiti. I ciclisti possono piacere o non piacere ma ricordate sempre che la moda athleisure ha sempre l’ultima parola!

Photo Credits Vogue.it

STAMPA ANIMALIER

Pronte a liberare l’istinto animale che è in voi? Sui catwalk c’è voglia di personalità o meglio di fashion tigresse! La caccia ai pezzi chiave è aperta! La versione all over renderà il vostro look ancora più sexy, grintoso e accattivante. Il segreto? Mixare maculati diversi con capi pitonati, zebrati, leopardati e tigrati per ottenere un effetto wild e se vi sembra troppo eccessivo vi basterà indossarlo a piccole dosi!

MONOSPALLA

A volte basta una scollatura asimmetrica per sentirsi chic! Tra i capi must del momento, su cui vale la pena investire, troviamo top e abiti monospalla: il giusto compromesso per affrontare con stile anche le giornate più afose! Sono versatili e perfetti per questa stagione ricca di party e cerimonie, ideali da indossare 24h su 24h anche in ufficio…Insomma, il monospalla è un jolly da sfoggiare in ogni occasione!

Photo Credits Vogue.it

NUDE

Il nude o color pelle è consacrato quest’anno il re dei neutri. Semplice ed elegante questo non-colore regnerà sovrano per tutta la calda stagione. È un vero e proprio passpartout! Per renderlo ancora più sofisticato vi suggerisco di abbinarlo con tonalità dolci e pastello come il celeste carta da zucchero, lavanda e salvia. Per la sera puntate su accessori e galvaniche oro. Il successo è assicurato! Vi sentirete come delle dee ammirate e venerate…

Photo Credits Vogue.it

LE RETI

Tutti i riflettori sono puntati su queste trappole di stile! Le reti ispirate al mondo nautico hanno catturato l’attenzione sui catwalk della SS 2019. In voga già dagli anni 90 sono tornate alla ribalta con Altuzarra che in un intricato gioco di nodi avvolge la silhouette con corde in tinta ton sur ton o a contrasto lasciate libere da lunghe frange fluttuanti. Non sarà facile districarsene e resterete felicemente impigliate da questa originale tendenza!

Photo Credits Vogue.it

UTILITY

Nelle nuove collezioni estive dominano giacche e trench utility con i mitici pantaloni cargo. I modelli sono comodi, versatili e sempre up-to-date perché tutto il necessario possa essere sempre a portata di mano. La palette punta su tonalità verde militare, kaki e camouflage. Lo stile di frontiera è perfetto per donne che hanno un innato spirito di avventura, insaziabili esploratrici ed esperte globetrotter.

Photo Credits Vogue.it

Dopo questa bella scorpacciata di tendenze spero di aver saziato un po’ la vostra curiosità.

Non mi resta che dire: “Alla prossima!”

Copyright Alvufashionstyle di Alvuela Franco

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E’ sera, siete stanche, avete appena finito di cenare e finalmente vi trovate sdraiate sul divano a guardare la Tv. Inizia la lunga trafila di zapping sull’infinita lista di film proposta da Netflix e alla fine, nello scorrere continuo del tempo, incerte su cosa selezionare, buttate la spugna o meglio appoggiate il telecomando sul comodino e aprite FaceBook nella speranza che qualcuno vi possa suggerire, come un’illuminazione, una serie, un documentario o un film, magari sulla moda!

Inoltre, c’è anche il problema della connessione a volte fa i capricci, magari succede proprio nel momento clou del film. Sembra proprio che lo faccia apposta! Non so a voi ma a me, l’interruzione inaspettata della trama, lascia quel fastidioso senso di impotenza e delusione…

E così sono venuta a conoscenza di Eolo una società di telecomunicazione italiana che offre un servizio di linea internet service provider via radio anziché via cavo ideale anche per i comuni più “isolati”. Sul sito trovate delle offerte internet casa davvero interessanti, alcune includono anche telefonate illimitate oltre a una connessione internet banda larga stabile e veloce.

Una volta stabilita la connessione, potrete finalmente godervi  le serie in streaming senza stress!

Pronte? Care fashioniste è giunto il momento di svelare la nostra classifica dei 5 film, serie e docu a tema moda assolutamente da non perdere! Garantisco, sono tutti a prova di netflixite!

5) Al quinto posto troviamo “Project Runway”

credits w magazine

E’ tra i più famosi talent show di moda statunitensi. Per la realizzazione del contest sono stati selezionati dei giovani fashion designer di talento provenienti da tutto il mondo che gareggiano per creare i migliori abiti in base al tema indicato dalla giuria di esperti. Ovviamente la difficoltà sta nel tenere conto dei limiti di tempo, budget e materiali. Insomma, una vera sfida all’ultimo spillo! Come in tutti i talent c’è infatti l’eliminazione progressiva a ogni puntata, per cui il talent risulta avvincente e dinamico al punto giusto. E’ una vera e propria gara di creatività. Ovviamente i concorrenti vivono tutti insieme in un’unica casa e in funzione del talent: niente internet per poter fare ricerche, niente cartamodelli o libri che possano dare suggerimenti, non è consentita nessuna comunicazione con i familiari o amici. Insomma è un “grande fratello” della moda. Alla fine chi vincerà?

4) Al quarto posto troviamo “Girl Boss”

girl boss – credits giornalettismo

E’ una serie televisiva statunitense creata da Kay Cannon ed è basata sull’autobiografia di Sophia Amoruso amante sfegatata del Vintage. La protagonista è una vera e propria ribelle scatenatissima, ha dalla sua parte un fiuto impeccabile per gli affari e questo la farà sfondare nella moda. Nel giro di poco tempo infatti, rivisita in chiave moderna i capi vintage e apre un negozio on line. Nasce Nasty Gal! Tuttavia, scopre che non è tutto rosa e fiori e si troverà a fronteggiare recensioni pessime di clienti sempre più esigenti, risorse umane, spese e location. La serie dopo una stagione è stata cancellata. Il motivo? Pare che la stessa Amoruso non l’abbia molto apprezzata. Come è andata a finire? Scopritelo nella realtà!

3) Al terzo posto “I love shopping”

credits telefilm central

Abbiamo selezionato una delle più divertenti commedie sulla moda dopo: “Il diavolo veste Prada”. La protagonista Becky è affetta da disturbo compulsivo da shopping che tende a peggiorare sotto i saldi! Farebbe di tutto per riuscirsi ad accaparrare quell’ultimo paio di stivali e non immaginate quante ne combina!

Riuscirà a tenere a freno i propri istinti super fashion? La visione è strettamente consigliata a un pubblico femminile da condividere con un ristretto gruppo di amiche e se parlano “pradese” è meglio…

2) Al secondo posto “Sex and the city” un must!

Sex and the city

La famosissima serie tv statunitense racconta la vita sentimentale e sessuale di quattro amiche newyorkesi: Carrie (Sarah Jessica Parker); Charlotte, Miranda e Samantha. La serie è un cult nella filmografia a tema moda. A suo tempo ottenne diversi premi da parte della critica perché per la prima volta le protagoniste femminili, tra l’altro donne di successo, discutevano confidenzialmente sul sesso al pari degli uomini con un linguaggio spinto ma allo stesso tempo ironico e divertente. Sullo sfondo urban ovviamente non poteva mancare la passione per le scarpe Jimmy Choo, abiti da sogno super griffati e una cabina armadio da urlo!

1) Al primo posto “Versace”

Versace

Sul podio non poteva esserci che il documentario/film ideato da Ryan Murphy sulla vita dello stilista calabrese Gianni Versace dal successo di una vita fino al suo assassinio. Il docu-film mette in risalto l’incredibile e fervente creatività di una delle più grandi menti della moda italiana. Il cast è composto da attori del calibro di Penelope Cruz (nei panni della sorella Donatella); Edgar Ramirez e Ricky Martin.

Assolutamente da non perdere! Ciao e alla prossima!

Copyright Alvufashionstyle di Alvuela Franco

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Borse Pinko

La borsa per una fashion victim è come una scatola di cioccolatini perché un modello tira l’altro; non trovate? Noi donne le adoriamo, le vorremmo tutte di ogni forma e colore ed è quasi impossibile resistere alla tentazione! Sono, ovviamente, accessori indispensabili e funzionali ma, una volta indossate, aggiungono quella nota di stile in più al nostro look.

Infatti, alcuni modelli hanno segnato la storia del costume e della moda diventando iconici e intramontabili: basti pensare alla Kelly o alla Birkin di Hermès, la Speedy di Louis Vuitton, la Baguette di Fendi; la 2.55 di Chanel e così via.

Ma quali sono i modelli più in voga per la primavera estate 2019? Ce lo svelano le tendenze che abbiamo intercettato sui catwalk delle più importanti città della moda.

Preparatevi, perché ancora una volta in vetta alla classifica della top list troviamo “Lei”, un vero e proprio must! Presente anche nelle stagioni precedenti, ha riscosso ancora una volta un notevole successo per la primavera estate 2019. Stiamo parlando della it-bag per eccellenza: la borsa a tracolla! Tra le tante versioni spicca per originalità quella proposta da Pinko borse. La collezione Love bag rivela il lato rock che si cela dietro ogni girl o woman e punta su un audace e inusuale binomio cromatico.

La variante black and white regna sovrana sulle altre ed è un vero passpartout da sfoggiare in ogni occasione mentre quelle declinate nelle variopinte tonalità pastello si abbinano perfettamente con un abito da cerimonia o semplicemente con un look da giorno.

pinko.com

Il design geometrico dalle linee clean incarna lo spirito iper-moderno e globetrotter. Le versioni più frizzanti sono ornate da piccole e maxi borchie oro, silver o ton sur ton. A chiudere la fibbia della pattina troviamo due rondini realizzate in metallo lucido, queste deliziose protagoniste sembrano quasi segnare l’arrivo della primavera, che ne dite?

Al secondo posto della classifica troviamo le round bag! Il modello iconico, in voga negli anni ’60, è ancora un must e gli stilisti lo hanno celebrato e declinato in materiali diversi: dalla rafia (o raffia), intrecciato in

vimini come quello proposto da Cult Gaia, in uno squisito cotone vichy, in morbido suede o addirittura in tessuto tecnico. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Al terzo posto troviamo la shopping bag. Attenzione al formato! La versione che va per la maggiore è maxi perché questa tipologia di borse deve rispecchiare alcuni canoni imprescindibili. Infatti, devono essere pratiche, spaziose, comode ma allo stesso tempo très chic per poter essere sfoggiate in una spensierata seduta di shopping therapy con le amiche. La shopping in juta disegnata da Alessandro Michele per Gucci è già un must! Alla fine qualunque cosa faccia Gucci, il mondo lo segue.

Borsa in juta Gucci

Anche la borsa da spiaggia in rafia occupa un posto in classifica. A renderle ancora più vivaci ci saranno le nappine colorate come propone Pomikaki o i classici pon pon multicolor di Dolce&Gabbana.
Al calar della sera è quasi impossibile rinunciare a un accessorio glamour, la pochette in questa occasione diventa protagonista e si trasforma in uno scrigno dei desideri. Tra le novità più interessanti merita menzione la versione rettangolare a clutch realizzata in materiale rigido impreziosito da dettagli luxury: come glitter e strass, elementi cult ultra-femminili.
Con questa panoramica generale abbiamo cercato di darvi una visione più sincretica sulle tendenze moda in fatto di borse per la bella stagione 2019. Non vi resta che visitare B3ndy, stilare la vostra wish list e acquistare le vostre it-bag preferite!
Grazie e alla prossima!

Copyright Alvufashionstyle di Alvuela Franco

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Sinonimo di femminilità e seduzione, le trasparenze sono state protagoniste delle passerelle degli ultimi anni e le collezioni dell’estate 2019 non fanno certo eccezione: se infatti troviamo pizzi e tessuti impalpabili vedo-non vedo, in realtà la vera novità della stagione è rappresentata dal ritorno della trasparentissima plastica. Dai vestiti alle scarpe, passando per gli accessori, è lei l’indiscussa regina delle trasparenze estive.

Pvc nella moda

Si chiama plastic trend la tendenza che riporta la plastica all’attenzione dei fashion designers, che l’hanno scelta come cult per le creazioni della primavera – estate 2019. Iconico ritorno dagli anni ’80, la plastica ruba la scena alle trasparenze a cui eravamo abituati: non solo quindi pizzi e tessuti velati per l’estate 2019, le trasparenze più glamour sono in PVC. La plastica, in realtà, si fa strada nel mondo della moda come materiale d’avanguardia già negli anni Sessanta, quando nascono i primi impermeabili in nylon, i noti K-Way.

Ma è solo alla fine degli anni Settanta, quanto Paco Rabanne sceglie il PVC come elemento base per realizzare i suoi abiti dall’aspetto furistico, che comincia veramente a imporsi sulle passerelle, con un utilizzo nuovo e avanguardista della plastica, che ancora oggi contraddistingue questo materiale.

Dopo Paco Rabanne, va sicuramente a Prada il merito di aver introdotto un approccio alternativo nell’utilizzo delle materie plastiche nel mondo della moda: trattando il nylon come un tessuto prezioso, di fatto il brand italiano ne ha sdoganato l’utilizzo e rivalorizzato la natura.

Entrato quindi definitivamente a far parte del dell’alta moda, oramai sono disponibili non solo magnifici accessori in PVC, come borse, scarpe e cinture, ma anche gonne, giacche e abiti totalmente o parzialmente realizzati in plastica.

Plastica sì, ma dove?

Le tendenze di quest’anno vogliono il PVC ovunque, dagli abiti agli accessori, questo materiale non può proprio mancare dall’abbigliamento estivo. Ecco quindi le tre regole auree per sfoggiare il PVC in ogni situazione ed essere regine di glamour:

  • Scarpe in PVC : Il PVC spopola tra i sandali dell’estate 2019. Ci sono sandali in plastica di ogni forma e per ogni occasione: tutti i più noti fashion brand li hanno proposti nelle loro collezioni, dando una personale interpretazione di come abbinarli. I sandali in PVC creati da Marc Jacobs, per esempio, hanno la zeppa e si indossano con tailleur dai colori accesi e dal sapore vintage. Nelle sfilate di Chanel invece si sposano con completi gonna e giacca, mentre Balmain li propone con outfit total white.
  • Borse in PVC: Poco importa che sia un marsupio o una maxi bag, l’importante è che sia in PVC. Perfetta compagna per il tempo libero, la borsa in PVC è super glam con jeans e abiti. Attenzione però a ciò che riponete al suo interno perché non è uno scrigno segreto, il suo contenuto sarà visibile al mondo.
  • Gioielli in PVC: Chi non volesse azzardare e non se la sentisse di osare con altri elementi in plastica, può sempre optare per dei bijoux in PVC: bracciali, orecchini e collane creati in PVC e metallo vi renderanno unconventional, ma sempre con garbo.

Dagli anni Settanta a oggi, le trasparenze plastiche hanno saputo imporsi sulle passerelle e tra i nostri migliori outfit per la bella stagione, e pare che anche quest’anno non sarà da meno.

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rolling pandas”La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro” (Josè Saramago). La verità è che viaggiare è la cosa più bella del mondo e se hai la possibilità di farlo: prepara la valigia e vai!

In questa intervista rilasciata su Rolling Pandas ho raccontato le mie esperienze.

Per leggere l’intervista completa CLICCA QUI

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karl lagerfeld instagram

Martedì 19 febbraio il mondo della moda ha appreso una terribile notizia, la morte di Monsieur Karl Lagerfeld direttore creativo della Maison Chanel e Fendi. Aveva già destato preoccupazione il fatto che lo scorso 22 Gennaio non si fosse presentato in passerella alla fine della sfilata i Chanel alla quale era presente solo il suo braccio destro e sinistro Virginie Viard, come la definiva lui, che da più di Trent’anni lo seguiva. Dopo la sua morte è diventata la direttrice creativa di Chanel raccogliendo l’eredità del maestro e l’arduo compito di creare una nuova moda. Virad è l’unica donna a prendere le redini della casa di moda dopo la sua fondatrice Coco Chanel.   La notizia ha lasciato tutti gli addetti ai lavori e non solo con l’amaro in bocca, con lui se ne va un pezzo di storia, un’icona e un’immagine senza tempo, di una moda colta e raffinata che parlava a più generazioni e che sapeva già di mito, oggi ancor di più.

Il Kaiser del fashion, così era definito Lagerfeld, amava considerarsi un freelancer ossia uno spirito libero perchè amava sperimentare e immaginare una moda sempre nuova e contemporanea.  Nacque ad Amburgo il 10 settembre 1933 anche se lui sosteneva di essere del 1935, ma il vero anno di nascita rimarrà un mistero… da genitori tedeschi: Christian ed Elisabeth Lagerfeld.  Il padre era socio di una banca d’affari svedese che fece fortuna introducendo il latte condensato in Germania. Era figlio unico. È la madre a trasmettergli la passione per la moda infatti nel 1949 presenziano insieme a una sfilata di Christian Dior il più grande Coutourier della moda in quel momento. Qualche anno più tardi nel 1953 Lagerfeld lascia la Germania insieme alla madre e approda nella capitale Francese Parigi da cui poi non andrà più via.  La prima opportunità di lavoro e sperimentazione della moda ce l’ha ha grazie Pierre Balmain nel 1954 vincendo un concorso per aver disegnato un cappotto sponsorizzato dal Segretario internazionale della Lana.  Negli anni Sessanta inizia sempre di più ad affermare un suo linguaggio estetico, uno stile unico e fresco a seconda della casa di moda per cui lavorava. Sono proprio questi gli anni infatti del Freelencer libero da schemi.

Viaggia in Europa e approda a Parigi, in Germania e anche in Italia per lanciare una propria etichetta.  Nel 1964 è la volta di Chloé fino al ’78, ma vi farà ritorno tra il ’92 e il ’97 è dunque il momento ideale per dare sfogo alla sua visione.  Nel 1965 c’è l’approdo in Italia con le sorelle Fendi per le quali disegna sia accessori che prêt-à-porter sodalizio che si prolunga negli anni sino ai nostri giorni.  Dopo l’arrivo a Fendi, Lagerfeld lavora instancabilmente portando avanti sempre più progetti: nel 1974 fonda anche il brand che porta il suo nome, e che a fortune alterne prosegue ancora oggi (nel 2005 lo ha rilevato Hilfiger, lasciandogli però il controllo artistico). Nel 1983 le cose cambiano, ancora una volta. A dieci anni dalla morte di Coco gli viene chiesto di prendere in mano la maison Chanel. I suoi amici lo scongiurano di non farlo, di non rovinarsi la vita in quel mausoleo polveroso e superato, ma per lui è una sfida da vincere: e la vince, eccome. Con un notevole senso degli affari punta sui simboli della maison, manipolandoli e svecchiandoli sino a renderli pop. E’ lo stesso Lagerfeld che si giustifica nei confronti di Coco, che a suo dire, odierebbe quello che sta facendo, ma il suo compito è proprio quello di evitare errori commessi nel passato proiettando la maison nel futuro. Con lui Chanel torna a essere il punto di riferimento dello stile, uno status symbol, per le celebrità e le it-girl della nuova generazione. Intanto, nel 1989, scompare il suo compagno storico, Jacques de Bascher, dandy di ultima generazione e carismatica figura del panorama notturno parigino. È l’unico legame che Lagerfeld, sempre molto discreto, abbia mai ammesso. Nel 2001 lui, appassionato di junk food e di Coca Cola, perde 42 chili in meno di un anno: la sua dieta diventerà anche un libro, e a chi gli chiede perché lo ha fatto, spiega che voleva potersi vestire con i completi di Hedi Slimane, da molti indicato come suo naturale successore, non solo spirituale.

Lagerfeld è stato un designer carismatico con un’immagine pubblica diventata iconica: con i suoi occhiali neri, i capelli lunghi e bianchi raccolti a coda di cavallo, la sua immagine dandy rock e passatista al tempo stesso, con guanti di pelle pregiata da aviatore, scarpe in vernice nera lucidissima e giacche strutturate che ricordavano il buon gusto della Belle Époque.

Lagerfeld era commendatore dell’Ordine della Legion D’Onore dal 2010. A dimostrazione di una lunga e affermata carriera di uno stilista completo, visionario, moderno e contemporaneo, che ha fatto della moda un quadro nel quale dietro vi erano ispirazioni profonde e filosofiche. Lui stesso dichiarava: ‘’ Il vero lusso? L’intelligenza’’ e lui si è dimostrato un maestro di tutto questo. Ora credo che insegnerà alle nuvole a vestirsi e potrà ricongiungersi con  Coco Chanel, tutto il resto per noi sarà solo mito che ha segnato la storia della moda, lasciando il segno, non subendola ma calcandola come unico e grande genio, uomo combattivo ed in continua evoluzione. Quando se ne va “un grande” è sempre difficile trovare un successore, se non impossibile, perché ogni individuo porta in sé una visone, uno stile, un racconto personale. Sarà da ora in poi difficile trovare qualcuno alla sua altezza ma anche per noi, trovare le parole giuste perché in eccesso o in difetto non saranno mai quelle appropriate, infatti come direbbe il Keiser: ‘’il mio più grande lusso è non dovermi giustificare con nessuno”.

Grazie Karl,

di Michele Vignali.

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Illustrazione Twiggy a cura di Angela Malinconico

‘’ Ma quanto è corta la tua gonna? ‘’

‘’È una Minigonna’’

Una che?

Questa è la storia della minigonna, il capo d’abbigliamento che ha rivoluzionato un’epoca e condizionato tutta la storia del costume e della moda, determinando una rottura definitiva tra conformismo e tradizione emancipazione e modernità. E’ incredibile quanto la minigonna abbia potuto sconvolgere l’intero sistema politico-sociale e come abbia causato uno scontro diretto, senza pari, tra le nuove generazioni che rivendicavano il diritto alla libertà di espressione e le vecchie generazioni ancora troppo convenzionali e ancorate a canoni estetici ritenuti ormai passati. Ma perché la minigonna ha totalmente sconvolto la società? Dovete pensare che una volta mettere in evidenza parti del corpo femminile era considerato uno “scandalo” e questo lembo di tessuto che partiva dalla vita e arrivava sopra le ginocchia era considerato osceno, provocante e totalmente inopportuno. Eppure, le gonne si accorciano sopra al ginocchio già durante i Ruggenti Anni Venti, non a caso c’era il detto: “Tanta carne in mostra”, nel periodo che va dal 1925 al 1927.

Gli anni Sessanta vengono definiti da molti gli anni ‘’mini’ ossia corti, perché tutto assume una dimensione estetica “alla Twiggy”, icona e modella di quegli anni, che raggiunse il successo grazie a Diana Vreeland direttrice di Vogue America e che le dedicò la copertina vestita dalla stilista londinese Mary Quant.

 Gli anni Sessanta sono l’epoca dei Beatles e dei Rolling Stones, della “Bambola” di Patty Pravo (1968) e gli anni in cui la Cinquetti canta‘’ Non ho l’età’’ (1964).  La minigonna oggi compie cinquantacinque anni e la sua inventrice Mary Quant ottantacinque: per questo il Vittoria Albert Museum di Londra le dedica una retrospettiva che è tutta da vedere. Mary Quant è stata la protagonista assoluta dello swinging London, ha creato una moda essenziale e fresca fatta di pochi capi a minigonna, i collant colorati e tagli di capelli geometrici. La donna Mary Quant è longilinea con gambe lunghe che ama lasciare nude. Veste tunichette che fanno intravedere la lingerie e porta caschetti maschili.

La sua divisa è composta da un abito con gonna a metà coscia ispirato alle uniformi scolastiche da abbinare a calze colorate. Le sue muse furono Twiggy e Jean Shrimpton, le quali ottennero anche grandi copertine patinate a livello europeo e mondiale. Nell’ esattezza non si sa chi sia stato il primo inventore della minigonna: stampa di moda e manuali di storia del costume creano un dibattito vero o da fake news tra Courrèges e Quant, ma resta il fatto che nel 1964 fu Courrèges a tentare il lancio di questo capo sul mercato. Il risultato fu un vero fallimento ma ciò non lo fece desistere dal rivendicare l’invenzione. Alle sue affermazioni, però, Mary Quant si difese sostenendo che per prima propose questa foggia nel suo negozio Bazaar di King’s Road. Correva la stagione 1959-60. I grandi sarti dell’epoca accolsero la minigonna con entusiasmo, la stessa Coco Chanel l’appoggiò. La minigonna “finisce” nelle più grandi rivoluzioni dell’Epoca d’oro dell’Europa che si traducono in: Beatles e Swinging London. Una parrucchiera di 17 anni, tale Lesley Hornby, diventa la modella minuta che indossa la minigonna, mini come la mini auto brit per eccellenza. Il suo nome è Twiggy e via! La leggenda della minigonna nasce e non ha intenzione di accorciarsi. Ad accorciarsi sono sempre più i centimetri di orlo che si allontanano vertiginosamente dalla linea del ginocchio e salgono su, sempre più su, verso una vita sempre più bassa. «Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per strada» : con questa affermazione Mary Quant spazza via la diatriba sull’origine della minigonna nata con il designer visionario Courrèges che se ne attribuisce il brevetto nel 1964. La minigonna nata nella casa di King’s Road fa di quella via una nuova mecca della moda inglese e presto mondiale. I pruriti londinesi fregano sul tempo i lustrini di Hollywood, la Regina investe Mary Quant con l’onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica, avallando la sua rivoluzione cortissima in terra Reale. Fatto sta che la minigonna attraversa diversi anni di storia ma rimane un capo iconico e leggendario che riesce ancora oggi a parlare alle nuove generazioni.

di Michele Vignali

Illustrazione a cura di Angela Malinconico

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Che differenza c’è tra la Generazione Y dei Millennials e la Generazione Z dei Centennials? Chi sono? A cosa pensano? Cosa e come acquistano? Scopriamolo insieme!

L’analisi che ho condotto prende spunto da un articolo del TIME. Per individuare le singole caratteristiche ho cercato di decifrare realtà e contesto. Ho impostato lo studio su tre tipologie di approccio: psicologico, sociale e marketing suddividendo gli argomenti in tre macro-aree:

  1. TRATTI DELLA PERSONALITA’
  2. CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
  3. ANALISI SUL COMPORTAMENTO D’ACQUISTO
I MILLENNIALS

TRATTI DELLA PERSONALITA’MILLENNIALS

La Generazione Y o semplicemente i Millennials sono nati tra gli Anni 80 e il 2000 e rappresentano l’ultima generazione del XX secolo. La maggior parte di loro sembra affetta da un disturbo narcisistico di personalità dovuto a un sovradosaggio di aspettative e lodi. Questo atteggiamento ha sviluppato in modo esponenziale l’insoddisfazione personale provocando profonde crisi e delusioni. Il super ego viene alimentato molto spesso in età precoce dalla famiglia che “gonfia” con eccessivi superlativi ed encomi delle azioni normali, quotidiane. (Es. Bravissimo! Ti sei lavato i denti!). Questo, ha dato vita a una “spettacolarizzazione” della realtà e l’avvento dei Social Network ha creato l’humus ideale del perfetto Dorian Grey. Sono coscienti che la perfezione assoluta è pura utopia e nel metabolizzare questo stato di fatto hanno costruito ad hoc il mantra: “Bello è imperfetto”. Amano compiacersi e sopravvivono di complimenti ma quando il mondo si rifiuta di confermare tutto ciò che sanno fare, cadono facilmente in depressione. (Chi si loda si sbroda…chi si elogia troppo finisce per danneggiarsi). Tuttavia si dimostrano curiosi e sono molto attenti ai temi eco-sostenibili.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI MILLENNIALS

L’educazione familiare è compromessa da un continuo negoziare e i genitori sono considerati degli “amici” con i quali condividere post, ascoltare musica trap/rap, confrontarsi sui reality show. I millennials devono tenere traccia di tutte le loro azioni (anche se banali) e devono essere documentate tramite social con immagini selfie, viaggi, food, party, sport e amici a 4 zampe. Tutto rigorosamente fotografato, filtrato, postato, condiviso e organizzato in un piano editoriale a cadenza settimanale. Sono dei coolhunter (cacciatori di tendenze) e il colore predominante per la loro generazione è il rosa insieme ai colori pastello. Sono appassionati di moda vintage e fitbit. Tutto ciò che riguarda il passato è per loro una novità, ecco perché seguono con attenzione la storia. Amano oziare ma non sono pigri essendo appassionati di sport e moda soprattutto sportwear. Idolatrano Instagram e gli Influencer e passano intere giornate ad autopromuoversi. A dispetto delle vecchie generazioni non hanno l’ambizione di ottenere il posto fisso perché secondo il loro punto di vista per avere successo basta ottenere migliaia di followers, ma attenzione, non mirano ai soldi ma solo alla notorietà e alla fama.

ANALISI SUL COMPORTAMENTO D’ACQUISTO DEI MILLENNIALS

I Millennials amano le griffe e le griffe si adeguano ai gusti dei millennials. Ovviamente sono più influenzati dai prodotti pubblicizzati sui social che non da quelli apparsi in TV o sulla carta stampata. Sono dei veri e propri catalizzatori di tendenze e preferiscono acquistare prodotti on line con carta di credito. Un capo vintage li attrae molto di più perché sono alla continua ricerca dell’esclusività. L’obiettivo è quello di acquistare per apparire e dimostrare a sé stessi e agli altri di essere sempre all’altezza. Ciò che interessa non è il prodotto ma documentare con video e foto l’oggetto acquistato dopo averlo reso accattivante con filtri di ogni genere. La massima soddisfazione viene raggiunta attraverso i likes perché più ne hanno più si compiacciono. Sono molto attenti alle etichette in particolare alla provenienza e alla tracciabilità.

I CENTENNIALS

TRATTI DELLA PERSONALITA’ GENERAZIONE Z

La Generazione Z o Centennials sono i fratelli dei Millennials nati dopo il 2000. Hanno subito le influenze di due generazioni e per questo hanno dei tratti di personalità simili a quelli della Generazione Y. Sono: impazienti ma più sicuri di sé, leader e ottimi negoziatori. La differenza sostanziale è che sono iperattivi, mancano di concentrazione, si annoiano facilmente e hanno una personalità borderline.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI GENERAZIONE Z

Ai Centennials nessuno gli ha insegnato ad utilizzare la tecnologia ma ne hanno una grande padronanza anche da autodidatti. Sono abituati alla telecamera e con disinvoltura postano video, non a caso, i Social preferiti dai Centennials sono Youtube e Snapchat. Sono idealisti, pragmatici e sperimentatori.  L’influenza del gruppo dei pari è altissima mentre la famiglia non è più un punto di riferimento attendibile perché viene puntualmente screditata. Risultano più competitivi e non amano compiacersi, sono indipendenti e puntano ad esserlo soprattutto economicamente. Interagiscono sempre attraverso uno schermo, non effettuano telefonate ma lasciano messaggi vocali su WhatsApp o sintetiche emoticon e meme per esprimere il loro stato d’animo. Vanno dritti al punto e sono più schietti. Rispetto ai loro fratelli maggiori non amano compiacersi ma mirano a posizioni di comando, c’è solo un piccolo problema, sono leader in una generazione di leader. I loro punti di riferimento sono i tutorial visti su youtube e li seguono per poter imparare tecniche nuove. Sono più tecnologici, non amano leggere, più spericolati e rinnegano i vecchi valori. Non prestano attenzione ai dettagli ma all’immediato, alla tempestività. Tutto scorre più veloce per loro. E’ tutto troppo lento, hanno un bisogno costante di mettersi alla prova, ecco perché li definisco borderline.

ANALISI SUL COMPORTAMENTO D’ACQUISTO GENERAZIONE Z

Anche loro preferiscono l’acquisto on line con carta di credito ma prestano più attenzione all’esperienza d’acquisto che a documentare il prodotto sui Social. Infatti sono più predisposti alle Stories di breve durata che verranno cancellate dopo 24 ore. Per quanto riguarda i colori predominano i fluo e i led anni 80. Basta guardare le loro sneakers… A whatsapp preferisco i giochi su tablet e smartphone ecco perché appaiono più schivi e isolati. I loro idoli sono trapper e youtuber. Non sono degli appassionati di moda, la moda la subiscono ma non ne sono influenzati quanto i loro fratelli maggiori i Millennials. Sono degli sperimentatori, preferiscono testare un prodotto che acquistarlo, per loro infatti, l’esperienza vale più di ogni altra cosa e il loro mantra è: “provare per credere e vivere alla giornata”.  Amano più viaggiare che acquistare beni materiali, conoscere, confrontarsi e sono più aperti a imparare nuove lingue.

Che ne dite di queste due generazioni a confronto? Siete d’accordo? Vi sentite di appartenere più alla Generazione Y o Z?

Alla prossima!!

Copyright alvufashionstyle di Alvuela Franco

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