Loading...

Non c’è bisogno di andare dall’altra parte del mondo per trovare storie incredibili, come non bisogna attraversare interi continenti per poter trovare eroi del nostro tempo.

Nel loro piccolo questi artigiani di quartiere hanno visto passare il tempo, storie e momenti che solo grazie ai loro racconti potranno rimanere indelebili.

Un quartiere come tanti altri. Tutti si conoscono, tutti si salutano, tutti si sorridono.

Uno schiaffo al luogo comune del milanese che non conosce il suo vicino di pianerottolo. Un piccolo villaggio in una grande metropoli.

Un piccolo pezzo di mondo caldo e profumato, come le attività storiche che lo tengono in piedi.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

La rapida evoluzione e la frenesia delle cose ci conduce facilmente ad avere ritmi insostenibili per arrivare allo scopo per poi attenuarsi in uno stato di noia.

Facilmente leggibile nel circus della moda che lavora sei mesi per soli 10 minuti di attività. I 10 minuti di una sfilata.

La noia che aleggia tra i modelli quelle due ore di backstage prima del vero motivo per cui sono li.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Sul Malecón di Cienfuegos (Cuba) insieme al sole, al mare, alla sabbia e cumuli di spazzatura di una vecchia discarica, c’è un progetto. Questo progetto è portato avanti da José Alamo Utria, vecchia gloria del pugilato cubano che tutti i giorni con passione, disciplina e metodo, allena e fa crescere giovani e volenterosi cubani di tutte le età facendoli maturare con la consapevolezza di poter diventare dei campioni.

La politica post rivoluzione di Fidel garantisce ai cubani uno stato sociale che permette di avere istruzione, sanità e attività sportive completamente gratuite, ma mancano le infrastrutture per poter praticare attività sportive.

Questo limite però è superato dalla passione e dalla costanza: basta un marciapiede dove potersi riscaldare, un sacco attaccato ad un albero dove poter tirare pugni e una corda che può definire il ring sulla sabbia per allenarsi a crescere.

Un giorno, forse, potremo riconoscere un campione tra questi giovani affamati di vittoria.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Il mondo sta cambiando ad una velocità supersonica. Tutto quello che succede dalle piccole cose a quelle mastodontiche in qualche modo ci segna e mette una tacca sul muro contandole come fossero conquista. Ma non sempre queste conquiste lo sono per tutti. Dove c’è chi ci guadagna a modo suo c’è sempre qualcuno che ci perde. Ho saltato Paris Photo nel 2015 per una coincidenza astrale di pianeti che si intersecavano a costellazioni. Sai quando Paolo Fox ti dice che Venere in Saturno non fa bene al tuo segno zodiacale?

Beh, così la pensavo fino a quando sono rimasto inchiodato alla tv vivendo quegli 800km di distanza come una fortuna.

Ho pensato e ripensato a quelle scene, vedendo le immagini dei colleghi che erano sul posto (Paris Photo è un momento di aggregazione oltre che di crescita e visibilità) ed i filmati amatoriali fuori e dentro il Bataclan. Non è mai bastato e non è mai tutto realmente finito.

13 novembre 2016. Ad un anno esatto dagli attentati di Parigi, mi trovo qui, con i piedi che calpestano le stesse strade e gli occhi che vedono gli stessi scenari. Ma il ricordo di quei momenti mi lascia interdetto e la volontà di capire il perché sembra quasi tutto dimenticato. Mi sbagliavo, non c’è nulla di dimenticato. C’è solo una cosciente metabolizzazione e la voglia di andare avanti nonostante tutto. Fare in modo che quelle 130 vittime abbiano un valore oltre il ricordo. Che sia servito a qualcosa nel suo male.

Ripercorrere quei 258 minuti un anno dopo mi ha dato 4 ore di annullamento totale, tanto che sono riuscito a riguardare il materiale prodotto solo dopo quattro mesi.

Tutto era in fermento, tutto era in movimento, tranne i parigini, che continuavano imperterriti per la loro strada. E alzando gli occhi al cielo mi son sempre chiesto se veramente tutto questo potesse essere attribuito ad una mera questione religiosa.

258 - Vimeo

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Viaggiare! Una delle cose più belle che l’essere umano possa fare. Per crescere ed allargare i propri orizzonti.
Conoscere, progredire, interagire, evolversi e scambiare. Questo, e molto altro, è quello che ci permette di ottenere un semplice viaggio.

Una delle ultime mete toccate, per piacere e per ampliare l’esperienza mia e di chi ha deciso di intraprendere questo viaggio con me, è stata Tokyo.

Base culturale totalmente differente dalla nostra, dove è possibile respirare storia e tecnologia nello stesso centimetro quadrato. Terra dalle mille sfaccettature e contraddizioni.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

La street photography con la quale Angelo Ferrillo celebra lo svolgimento delle esistenze che danno vita alle contraddizioni di New York City, concentrandosi su propri incontri per la strada, ha un valore fuori dal­l’ordinario, che va subito sottolineato. La sua fotografia è autenticamente e inviolabilmente tale -fotografia-, e non declinazione in chiave visiva di altri linguaggi del racconto. La sua fotografia non ammicca, perché l’autore rispetta la dignità e personalità del soggetto raffigurato, rappresentato in educata forma fotografica. A proprio modo, ognuna per sé, e tutte insieme nell’incessante sequenza di immagini, ciascuna fotografia afferma una inviolata dignità e personalità.
Angelo Ferrillo mette la propria fotografia a servizio. Tutto sommato, non esprime giudizi di merito, anche se l’apprezzamento dei momenti e la complicità con le singole esistenze è manifesta e palese. Invece, e più concretamente, l’autore registra, documenta, incasella e mette in ordine. Al cospetto di questa serena declinazione diretta della fotografia, che non intende raffigurare la Storia, ma raccontare storie da condividere, è soprattutto il caso di congratularsi con l’autore. È soprattutto il caso di esprimere quella gratitudine che si riserva a coloro i quali, fotografi e non solo, non salgono in cattedra, ma hanno l’umiltà di stare accanto e al fianco dei propri osservatori, che accompagnano in percorsi comuni. Nessuno è maestro, nessun altro allievo, e tutti insieme godiamo del dare (uno) e ricevere (gli altri).
Questo è il grande valore della fotografia di Angelo Ferrillo, che comunica all’esterno con la leggerezza, ma consistenza, di chi finge di non volerlo fare, di chi finge di percorrere un territorio solitario. Ma, attenzione, non si vada troppo in fretta. Ogni fotografia è parte di un insieme, che aiuta a comporre, ma è diversa dall’altra. Rallentare. Questo è il consiglio. Sapete com’è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
Maurizio Rebuzzini

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

[Lavoro realizzato per: ISP – ITALIAN STREET PHOTOGRAPHY Vol. 1 – a cura di Benedetta Donato]

La Street Photography non è un modo di fare, ma un modo di essere, di vivere la strada in maniera spensierata e libera. Èd è questa l’unica via per poter realizzare immagini valide e con azioni percepibili senza nessuna necessità di spiegazione. La curiosità, l’attenzione, sono le caratteristiche fondamentali per un fotografo di strada.

Qui in Italia, a differenza di Stati Uniti, Inghilterra e Francia, la fotografia di strada non ha mai avuto un’identità forte, anche se la produzione dei nostri grandi autori ha avuto delle valide referenze. Nella produzione editoriale non esistono molti testi di riferimento e, tra i pochi, è certamente menzionabile Street Photography di Giovanni Umicini, dallo stile fotografico con una forte impronta territoriale, che oggi manca in Italia e che sarebbe bello riuscire a vedere grazie ai giovani autori che si stanno affermando nel mondo.

Per quanto la democratizzazione del mezzo abbia non solo reso la fotografia alla portata di tutti, ma l’abbia resa anche “più viva” perché realizzata e fruita non più solo dagli addetti al settore, è pur vero che la produzione di grandi numeri di immagini, con linguaggi differenti (riconducibili sempre allo stesso genere), ha creato molta confusione nei confronti di chi vive la fotografia di strada oggi e cerca di abbattere quei canoni a cui i grandi autori del genere ci hanno abituato.

Potrebbe essere questo un punto sul quale ragionare e quindi trovare una risposta al perché non ci sia una vera e propria identità fotografica italiana rivolta alla strada.

Gli autori contemporanei nostri conterranei guardano con occhio curioso alle produzioni anglosassoni o d’oltreoceano, negando involontariamente quella che potrebbe essere una visone tutta ita-liana della street photography, che si avvalga del-la bellezza territoriale e del fascino dello stile di vita che milioni di turisti vengono ad assaporare, invadendo le strade di ogni luogo: dalle grandi città, ai piccoli borghi che trasudano arte, storia e tradizione. Possiamo solo prendere atto di queste mancanze, accorgerci di questi particolari da non trascurare e portarli in strada con noi, facendo vivere una nuova idea di Street Photography, interamente Made in Italy.

[testo scritto in apertura del volume]

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Uno dei luoghi più interessanti del panorama di strada in Europa, sicuramente rimane Londra. Nazione che ha dato i natali al punk, che ha la Regina e la adora. Dove i poliziotti vanno in giro con un cappello a forma di bombetta e nei mercatini puoi trovare ancora le t-shirt dei Beatles.

Londra, uno di quei posti dov’è possibile mangiare a qualsiasi ora del giorno e della notta, ma dove ancora la metropolitana di notte chiude! I suoi colori te lo lasciano intuire.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Visioni urbane e colorate di grana. Attraversando una città che ho visto e rivisto molte volte ma che riesce sempre a trasmettermi una sensazione di appartenenza, qualsiasi cosa faccia. Anche rimanendo in casa guardando la gente dalle finestre.

Dopotutto la fotografia è un po’ come guardare da una finestra e fantasticare sulle persone che passano.

Read Full Article
Visit website
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Non Aprire. Canile di Mirandola. Emilia Romagna, 29 maggio 2012.

Una violenta scossa di terremoto, avvisata già da altri eventi sismici da gennaio a maggio, colpisce l’Emilia Romagna e viene avvertita in tutta l’Italia Settentrionale.

Paesi distrutti, persone sfollate e tendopoli diventano gli scenari più frequenti per i media ma non solo. Vivere in una tendopoli, in un garage, in una dimora d’emergenza, ti costringe a dare almeno qualcosa di sicuro al tuo amico a quattro zampe. Solo che, gli animali domestici abituati ad uno stile di vita fanno fatica ad adeguarsi, molto più se l’unico modo per salvarli è metterli in un canile o gattile.

Questo è quello che i media non hanno fatto vedere. Questa è la situazione critica di tutti i canili e battili dell’Emilia presi d’assalto per una situazione tragica. Forse, dico forse, anche un caso di scusate per allontanarsi dal proprio amico peloso, senza sentirsi la coscienza sporca con una manovra di abbandono.

La paura di questi animali dell’accaduto, l’ansia dell’abbandono, la visione di una vita differente da come è stata fino a ieri letta nei loro occhi, che allo sguardo esterno, prendono la stesse sembianze degli inquilini ordinari.

Il Canile di Mirandola è uno di quelli con più problemi, ma non solo. Ci troviamo di fronte ad una situazione che sta sfuggendo di mano alle autorità ed i volontari non riescono a far fronte (sia con la manodopera che con le tratture) alle esigenze degli animali.

I canili e gattili fotografati per questo progetto sono solo una parte di quelli affollati e che hanno avuto collassi di struttura, oltre anche a problematiche legate a mancanze edilizie prorpio a causa del terremoto.

Ad oggi non si sa ancora se l’allarme è rientrato e i media continuano a trascurare l’emergenza che, con quella strutturale, riveste carattere d’urgenza. Le condizioni igieniche, se pur seguite dai volontari, diventano precarie anche con l’aggravante del caldo.

Read Full Article
Visit website

Read for later

Articles marked as Favorite are saved for later viewing.
close
  • Show original
  • .
  • Share
  • .
  • Favorite
  • .
  • Email
  • .
  • Add Tags 

Separate tags by commas
To access this feature, please upgrade your account.
Start your free month
Free Preview